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Il ritorno alla normalità

Cosa significa ritornare alla normalità?

Se facciamo un bilancio degli ultimi 2 anni, notiamo che la pandemia ci ha costretti a rivedere le nostre abitudini quotidiane.

La categoria maggiormente colpita da questa situazione è stata quella dei soggetti fragili: gli anziani.

Durante questo periodo erano molto penalizzati, non potevano fare assolutamente nulla, tranne stare chiusi in casa. Questo ha aumentato il loro senso di solitudine.

La pandemia ci ha costretto a fermarci, a fare un viaggio interiore dentro noi stessi, questo ha fatto riaffiorare alcune situazioni personali molto spesso irrisolte.

Ritrovarci tutti forzatamente insieme in casa ha comportato inevitabilmente delle rotture.
Molti hanno dovuto adattarsi alla nuova situazione iniziando a lavorare da casa, quando possibile, altri non hanno avuto alternative e si sono dovuti fermare. Questa situazione di passaggio da un ritmo frenetico a una situazione di stasi ha creato delle destabilizzazioni.

Lavorare da casa ha comportato un riadattamento ad un nuovo stile lavorativo, basato su un’altra tipologia di comunicazione (email, chat, telefonate), piuttosto che su una comunicazione frontale. Lavorare a distanza non è sempre stato facile.

Dopo avere effettuato questo cambiamento, adesso stiamo con calma ritornando alla normalità.

Cos’è ad oggi la normalità? Il nostro concetto di normalità è lo stesso di due anni fa oppure è cambiato?

Abbiamo gli strumenti per ritornare alla normalità? Soprattutto, siamo preparati a ritornare alla normalità o questo ci spaventa?

Questo continuo riadattamento alla vita sociale richiede un grande sforzo e un impegno non solo fisico, ma anche mentale.

Ci riusciremo? Dobbiamo riuscirci.

Come?  Se vediamo che non possiamo farcela da soli, non esitiamo a chiedere aiuto.

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