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Il Burnout: sintomi e conseguenze dello stress lavorativo

La sindrome del Burnout comporta l’esaurimento emozionale e psicofisico dell’individuo. Il Burnout è una forma di disagio connessa allo Stress lavorativo.

A partire dagli anni Settanta, il termine Burnout entra nella terminologia dell’ambito lavorativo, in particolare con riferimento alle professioni d’aiuto (quelle in cui ci si prende cura degli altri, come ad esempio operatori sanitari, psicologi, insegnanti). Oggi il suo campo d’azione si è molto esteso ed è diventato una patologia comportamentale a carico di tutte le figure professionali a cui è richiesto un elevato coinvolgimento relazionale.

Quando si parla di Burnout ci si riferisce ad un insieme di sintomi, quali:

  • affaticamento fisico ed emotivo;
  • atteggiamento distaccato e apatico nei rapporti interpersonali;
  • sentimento di frustrazione dovuto alla mancata realizzazione delle aspettative professionali;
  • perdita della capacità di controllo rispetto alla propria attività professionale, conseguente riduzione del senso critico ed errata attribuzione di valenza alla sfera lavorativa.

La sindrome del Burnout è inoltre caratterizzata da:

  • particolari stati d’animo (ansia, esaurimento fisico, panico, agitazione, senso di colpa, atteggiamenti negativi, ridotta autostima, empatia e capacità d’ascolto);
  • somatizzazioni (emicrania, sudorazioni, insonnia, disturbi gastrointestinali);
  • reazioni comportamentali (assenze o ritardi frequenti, distacco emotivo, ridotta creatività).

La scala utilizzata da Maslach, Leiter e Schaufeli (2001) per analizzare e suddividere le cause e le conseguenze del Burnout si compone di tre dimensioni:

  1. la dimensione dell’esaurimento emozionale si riferisce allo svuotamento delle risorse emotive, affettive e personali dell’individuo, il quale si sente logorato, incapace di “ricaricarsi” e di poter contribuire con il proprio lavoro alla risoluzione dei problemi;
  2. la dimensione della depersonalizzazione riguarda il processo attraverso il quale l’operatore si disimpegna dal proprio lavoro, sviluppando atteggiamenti negativi di ostilità, freddezza e di distacco relazionale nei confronti dell’utenza e del lavoro in generale. L’operatore, così facendo tenta di proteggersi da un eccessivo coinvolgimento nell’attività, al fine di ridimensionarne i suoi ideali iniziali;
  3. la dimensione di ridotta realizzazione personale riguarda l’inadeguatezza e l’incompetenza nel lavoro da parte dell’operatore; essa si accompagna ad una drastica diminuzione della stima di sé, del desiderio di successo e ad un senso di insoddisfazione lavorativa.

Il Burnout emerge nel momento in cui la persona è sprovvista delle risorse necessarie per svolgere il ruolo che le è stato attribuito, oppure quando le richieste di ruolo non collimano con le sue capacità, aspettative e con i suoi valori.

Se stai vivendo una situazione di disagio di questo tipo prova a rivolgerti ad un professionista. Insieme affronterete le difficoltà per compiere un cambiamento.

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