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Comunicazione sul lavoro

Il termine comunicazione deriva dal latino “communico”, che significa mettere in comune, condividere.

Quando comunichiamo trasferiamo dei pensieri e contenuti a qualcun altro, ciò che cambia è il tipo di linguaggio che utilizziamo per comunicarli. Ci sono tre tipologie di linguaggi: verbale, non verbale, paraverbale.
Qual è la differenza tra questi tipi?

  • Linguaggio verbale è basato sulle parole;
  • Linguaggio non verbale riguarda lo sguardo, l’espressione, postura, l’atteggiamento, la prossemica;
  • Linguaggio para verbale riguarda la voce, il tono, il volume.

Oltre al linguaggio, abbiamo diversi stili di comunicazione:

Stile aggressivo: ci mettiamo in una posizione di superiorità rispetto all’interlocutore, non lasciamo spazio di condivisione, stabilendo che abbiamo ragione.

Stile passivo: ci mettiamo in una posizione di inferiorità, subendo passivamente tutto ciò che ci viene detto e il modo in cui ci viene comunicato,

Di fuga: evito il problema, “me ne lavo le mani”

Stile assertivo: è un confronto alla pari, basato sul rispetto e ascolto reciproco. Accettiamo un’ opinione diversa dalla nostra. In questo stile di relazione, il nostro interlocutore si sente a suo agio, si sente considerato.

Nei contesti lavorativi, spesso comunichiamo con persone che ricoprono posizioni molto diverse dalla nostra, ad esempio il nostro responsabile, oppure simili alla nostra come un collega.

Gli stili comunicativi dipendono da come ci poniamo nei confronti dell’altro, come approcciamo i problemi che si presentano, quanto spazio e importanza vogliamo dare a quello che ci viene presentato dal nostro interlocutore.

Il modo di comunicare, se errato, si può sempre correggere, dipende da noi decidere se e come vogliamo migliorarlo.

Se sei interessato all’argomento e vuoi migliorare il tuo modo di comunicare in azienda, rivolgiti ad una professionista del settore.

 

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